Antenna Radiestetica

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Antenna Radiestetica

di Emilio Oriana

Uno sguardo sugli strumenti radiestetici.

Il collegamento tra il mondo delle energie sottili ed il mondo materiale, avviene tramite quel
perfetto sistema integrato che è composto dal cervello insieme al sistema nervoso periferico. Il
corpo eterico ha, infatti, un controllo tale del sistema nervoso in tutte le sue componenti
(volontarie e autonome) da costituire con esso un tutt’uno armonico, cui sono collegati
intrinsecamente tutti gli altri apparati in base alle singole specializzazioni. L’interazione tra le
due componenti, materiale ed immateriale, è tale che una manifestazione specifica del corpo eterico
diviene manifestazione corporea, attraverso il linguaggio del corpo. In questo complesso sistema di
interazione, numerose sono le possibilità di manifestazione fisica dei messaggi a seguito alle
domande poste dal Radiestesista.

Possiamo così avere delle risposte di carattere fisiologico, con variazioni di valori fisici, come
per esempio la variazione di emissione di impulsi cerebrali e cardiaci o la variazione di
temperatura e umidità della pelle. Ciò che si ritiene più pratico prendere in considerazione è
l’insieme dei micromovimenti della mano, a loro volta indotti dal cervello. È risaputo che la mano,
per quanto concerne le sue possibilità motorie, sensitive ed espressive, monopolizza una buona parte
della superficie della corteccia cerebrale. Da ciò si deduce che la perfezione della mano ha
raggiunto livelli di complessità molto superiori a quello del semplice organo prensile che noi
conosciamo. La gestualità della mano, per esempio, può a volte sostituirsi al linguaggio parlato con
grande incisività e immediatezza nel tradurre in linguaggio interpersonale, uno stato d’animo.

Da quando esiste la radioestesia, e prima ancora la rabdomanzia, la mano è sempre stata considerata
l’organo principale per evidenziare le risposte intuitive che derivano, non filtrate dal
ragionamento, dalla memoria universale patrimonio di tutti. Per captare e decifrare questi
micromovimenti, è necessario utilizzare sistemi di amplificazione, ovvero degli apparati che
trasformino un movimento minimo in uno più ampio.

Gli strumenti della radiestesia

Sono stati ideati, nel tempo, strumenti di vario tipo che hanno in comune una componente oscillante,
che rende più evidenti i microsegnali che il cervello (la vera antenna radiestesica) invia ai
muscoli flessori profondi della mano. La storia della rabdomanzia, e successivamente della
Radioestesia, annovera una infinità di strumenti atti a questo uso. La prima, in ordine di tempo, è
senz’altro la Verga Radiestesica: sorta di bastone che, impugnato, compie dei movimenti in risposta
a domande precise riguardanti, per esempio, la presenza di acqua nel sottosuolo o la presenza di
energie particolari.

L’importanza di questo strumento deve essere stata tale da giustificare la sua trasformazione in
scettro, un bastone simbolo di potere. In seguito è entrata in uso una variante, la Forcella
Radiestesica (o Verga Rabdomantica): un bastoncino in legno a forma di ‘Y’, che veniva impugnato con
le due mani (rivolte verso l’alto) sui due segmenti divergenti. Le oscillazioni verso l’alto o verso
il basso rivelano la presenza di acqua sotterranea, di giacimenti metalliferi, ecc. Un sistema che
si discosta da questi, e che dà delle risposte radiestesiche più complesse, è il pendolo.

Esso è formato da una cordicella alla quale è appeso un oggetto di forma sferica o conica (cava o
piena), di materiale vario, tale da poter oscillare, sostenuto dalla mano dell’operatore, in
risposta a domande relative a quesiti radiestesici. Può essere usato direttamente su un luogo
soggetto ad analisi (es. ricerca di acqua in un terreno) oppure sulle persone. Un notevole passo in
avanti lo si è avuto con l’introduzione del Biotester di Oberbach.

Questo strumento si compone di un filo in acciaio armonico, con alla sommità un anello in ottone con
all’interno una spirale piana pure in ottone. Il filo fa capo a un manipolo di vari materiali
(legno, metallo, plastica). Il Biotester viene utilizzato da un operatore e, in seguito alle sue
domande, oscilla su due piani. Dal tipo di oscillazione e dalla posizione dell’anello sommitale si
possono dedurre le risposte relative ai quesiti posti.

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