Il nuovo Medio Evo

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Il nuovo Medio Evo

Data articolo: agosto 2007

Fonte: medicinenon.it

La trilogia di Matrix ha affascinato molti che hanno visto e rivisto i film, lasciato indifferenti
altri e suscitato emozioni di rigetto in altri ancora. Indipendentemente dalle reazioni provocate,
questi film hanno fornito un’idea della verità, non importa quanto modificata per fini pratici
necessari per la creazione di un film. La chiesa cattolica accusava, processava e scomunicava e
perfino arrostiva chi sosteneva che la terra non fosse piatta. In quegli anni pieni di ignoranza
c’era chi era totalmente indifferente al fatto che la terra fosse piatta o sferica, chi dava in
escandescenze solo a sentir parlare della possibilità che il mondo fosse diverso da quanto allora
sostenuto e pochi invece erano entusiasti e sentivano sollievo e quel senso di libertà che deriva
dalla chiarezza che si forma nella nostra mente quando veniamo a conoscenza di un frammento della
verità. Ma quello era il Medio Evo ! Oggi nessuno sosterrebbe l’idea che la terra è piatta, vista
l’evidenza del fatto che ci possiamo girare attorno e di fatto ci giriamo attorno anche solo per
fare le vacanze.

Oggi, in questa società tecnologicamente avanzata, dove possiamo vederci al telefono da una parte
all’altra del mondo, dove possiamo ….beh, basta che guardi la TV per l’elenco di quello che possiamo
fare…. Oggi, dicevo, siamo di nuovo nel Medio Evo, anche se reso affascinante dalla marea di
immagini splendide che ci bombardano da ogni parte.

L’essere spirituale per spiegare meglio questa ultima asserzione devo fare una parentesi e parlare
della questione spirituale, una questione che è una patata bollente che mollerei volentieri per
evitare l’insofferenza che questo argomento suscita in molti. Questa insofferenza nasce dal fatto
che siamo nati e siamo stati educati nel seno della cristianità e del cattolicesimo. Non è questo un
attacco alla chiesa cattolica ma solo una spiegazione di come credenze basate su dogma abbiano fatto
si che molti ripudiassero la loro natura spirituale. Un dogma non necessita spiegazione ma esige
fede al di là della sua comprensione e questo a molti giustamente non piace. Un mistero assilla e
rode un individuo, un po’ come quando si hanno dei dubbi e degli indizi molto forti che il proprio
partner stia facendo le corna ma non si ha mai la certezza, tanto per dare un’idea. È una situazione
estenuante e a quel punto o si decide di continuare un rapporto, ormai logoro e segnato dall’odio
represso e non più sostenuto dall’amore, nella speranza di cogliere l’altro con le mani nel sacco, o
si molla il partner.

Quello che si intende qui come essere spirituale non è qualcosa che è associato con la preghiera,
ascoltare prediche, l’esser buoni nella speranza che una volta che si muore questo spirito andrà in
paradiso, un luogo o non luogo di cui non sappiamo se esiste o cosa in realtà sia. Non siamo un
corpo che ha uno spirito, come non siamo un’automobile che ha un conducente, ma siamo uno spirito
che ha un corpo. Siamo un qualcosa di immateriale e al di là del tempo che esiste e creiamo degli
effetti sulla materia. Questo non ha nulla a che fare con le chiese, con l’attesa che la messa
giunga finalmente all’ “andate in pace” per andare a prendere l’aperitivo con gli amici al bar della
piazza, con l’essere buoni, con la preghiera, con incensi, candele e processioni, rosari, riti e
culti, paradiso e inferno. Anche un criminale è un essere spirituale che si differenzia da chi si
comporta nel rispetto dei propri simili solo per le azioni e gli effetti distruttivi che crea. Il
fatto di credere di essere un corpo dipende dall’identificazione con esso, un po’ come quando
parteggiamo per il protagonista di un film, in una certa misura ci identifichiamo con esso. Solo che
quando usciamo dal cinema ritorniamo, si fa per dire, “noi stessi”, e solo qualche mente labile
continua ad essere il personaggio del film appena visto. Quanti Rambo ci sono in giro ancora ?

L’essere spirituale sei tu. Una “cosa” è quello che è: una mela è una mela, che ci creda o no.
L’essere spirituale è, per fare un paragone, il conducente. Il corpo è la macchina e la mente è la
centralina elettronica. La centralina può essere programmata per far funzionare la macchina con
certe prestazioni o con altre.

L’essere spirituale usa il mondo per interagire con altri esseri spirituali. E come una lavagna su
cui scrive messaggi che possono essere letti da altri. Possiamo chiudere qui la parentesi sullo
spirito, necessaria solo perché senza di essa alcuni riferimenti non potrebbero rendere
comprensibile il resto dell’articolo.

Realtà o illusione ?

Consideriamo ora una immagine di un oggetto riflesso in uno specchio. Tutti sappiamo che se un
oggetto viene posto di fronte a uno specchio piano, nello specchio medesimo se ne vede un’immagine
esatta, (non consideriamo che la destra appare essere la sinistra ecc. per ragioni di semplicità).
L’immagine riflessa appare essere all’altro lato dello specchio nella posizione opposta dove si
trova l’oggetto reale. Ma quel che conta osservare a proposito di questo fenomeno è che un oggetto
può vedersi in un luogo in cui non esiste nulla che gli corrisponda. Allo stesso modo il mondo
familiare delle forme, dei colori, dei suoni ecc. che vediamo al di fuori di noi e nel quale
conduciamo la nostra vita, è formato da un processo misterioso di proiezione mentale. Le vibrazioni,
trasmesse attraverso gli organi di senso al cervello, arrivano alla nostra mente. La nostra mente a
sua volta, da quelle vibrazioni, forma un immagine che noi percepiamo e che riproiettiamo
inconsapevolmente fuori di noi, ed appunto tale proiezione produce l’impressione di un mondo
“reale”. In realtà questa impressione del mondo solido e tangibile, familiare, all’esterno, è pura
illusione. L’immagine del mondo che vediamo è un’immagine virtuale, nel senso che gli oggetti che
vediamo fuori di noi non vi si trovano affatto. Che essi appaiano là si fonda sul mondo esterno di
atomi e di molecole e sulle loro vibrazioni che stimolano gli organi di senso, e successivamente,
attraverso la mente, l’essere spirituale, che è la base ultima dell’immagine. La mente produce
l’interazione tra spirito e materia e inoltre proietta i risultati di tale interazione fuori di sé,
quali immagini virtuali. Questa proiezione all’esterno da parte della mente crea l’illusione che il
mondo che consideriamo reale esista.

Il fatto che l’immagine del mondo che vediamo sia un’illusione non comporta la negazione del mondo
fisico. Il mondo fisico è costituito solamente da vibrazioni, impulsi che stimolano l’essere
spirituale, attraverso gli organi di senso, a produrre l’immagine del mondo così come lo vediamo.

Quando attraversiamo il soggiorno dalla porta d’ingresso alla finestra, stiamo osservando un corpo,
il nostro corpo che compie una serie di movimenti. Sentiamo il peso del corpo, percepiamo la durezza
delle piastrelle o il tappeto morbido, ma queste sono solo sensazioni percepite dal senso del tatto,
vediamo gli oggetti presenti della stanza che si ingrandiscono mentre il corpo si avvicina ad essi,
ma di nuovo sono serie di immagini percepite tramite la vista che ci danno l’idea di movimento, e
questo vale per i suoni, i sapori, i colori ecc. In realtà noi, intesi come esseri spirituali
immateriali non abbiamo una posizione nello spazio o movimento ma ne creiamo l’apparenza tramite la
proiezione di immagini, senza esserne consapevoli, credendo di essere quel corpo (un’immagine, se
pur molto complessa,) che apparentemente si muove in uno spazio (altre immagini). Questa
indentificazione nel corpo, al punto di credere di essere il corpo stesso, è così profonda che,
unita alla credenza dell’esistenza illusoria del mondo, rende quasi impossibile accettare la verità
e di fatto costituisce la nostra prigione senza sbarre.

Prendiamo in considerazione i colori. Tutto quello che la scienza sa è che le vibrazioni di luce di
una certa frequenza danno l’impressione di un determinato colore. Essa conosce solo l’aspetto
oggettivo del fenomeno ma la ragione per cui una certa frequenza di vibrazione comporti
l’impressione di un determinato colore, la scienza non può dirlo. Il mondo fisico della scienza e un
mondo di atomi e molecole turbinanti mosse dal gioco di diversi tipi di energie. Il mondo mentale
che scaturisce dalla nostra coscienza assumendo come strumento il mondo fisico è qualcosa di
assolutamente diverso dal mondo fisico, sebbene ne dipenda. Vi è un abisso tra l’uno e l’altro,
abisso che la scienza non è stata capace di colmare, ne potrà colmare finché non terrà conto della
Realtà che si esprime attraverso i fenomeni della coscienza.

Un essere spirituale ha poteri immensi, limitati soltanto dal veicolo in cui si identifica. In
realtà è più grande delle cose che è in grado di concepire. Il far credere che sia un corpo che si
muove in uno spazio limitato per quanto grande possa essere è il modo in cui lo si imprigiona. Ma
questo avviene solo quando si dimentica della sua vera natura. Chi o che cosa fa si che questo
avvenga fa parte della ricerca del perché dell’esistenza dell’essere umano.

Alcune religioni si sono occupate di questa ricerca, hanno raccolto frammenti di questa verità, ma
anziché usarli per aiutare l’uomo a diventare libero li hanno usati per controllarlo ulteriormente a
beneficio delle gerarchie ecclesiastiche. Questo ha fatto si che molti si allontanassero da esse ma
il vero danno è che molti hanno rinnegato la propria natura spirituale (il che significa la totale
negazione della propria esistenza a favore di una fittizia) avendo associato tutto ciò che è
spirituale con il controllo di tali poteri, che sono una cosa ben distinta. L’essere spirituale è
sempre esistito, le religioni sono venute dopo. Quelle valide sono solo quelle che agiscono in
direzione del recupero della consapevolezza e della verità, non del loro affossamento.

L’immensa prigione

Immaginiamo che ci sia una enorme isola che ha la funzione di prigione senza sbarre e senza guardie
per un gruppo di ergastolani. La distanza dalla terraferma è tale che è impossibile con le risorse
dell’isola ipotizzare una fuga e che quindi ormai tutti sono rassegnati all’idea che saranno
costretti a condurre la propria esistenza fino al momento della morte su quell’isola. Quello che
avverrà in seguito è che in qualche modo si organizzeranno per vivere al meglio possibile in
comunità, con una sorta di codice di condotta o leggi, fossero pure a livello della legge del più
forte. Si formerebbero delle gerarchie, diritti, doveri e privilegi. Una forma di società. Se poi in
qualche modo si rendesse possibile, con qualche forma di ipnotismo, far loro credere che esiste solo
quell’isola e che quello è tutto il mondo che c’è e che non sono in una prigione, otterremmo degli
esseri inconsapevoli e qualcuno magari sarà pure felice, se ha un buon tenore di vita, anche se
relativo.

Ma la cosa più importante, per il responsabile della colonia penale, è che non si può nemmeno
pensare di fuggire da una prigione se non sai che sei in una prigione ! E possono anche permettersi
letteralmente di dimenticarsi di quella colonia penale, perché non scapperà mai nessuno da lì. The
Truman Show è un buon esempio e include anche il fatto che a volte il meccanismo si inceppa e
qualcuno può cominciare a chiedersi se il mondo è tutto quello che conosce o se c’è dell’altro.
Delle domande a volte ci passano per la mente. Chi sono io veramente ? Cosa ci faccio qui su questo
pianeta che gira intorno al sole che si muove a sua volta in una galassia che a sua volta gira
intorno a qualcos’altro ? Qual’è lo scopo per cui sono qui ? Sono domande che arrivano dalla nostra
vera essenza. Molti non se le pongono più. La scienza si occupa di studiare la struttura della
prigione, non della sua funzione. Gli scienziati sono persone inconsapevoli al pari degli altri. Si
sono dimenticati di essere anch’essi degli ergastolani che farebbero meglio ad impegnarsi a cercare
una via di fuga invece di studiare come è fatta la prigione per renderla più accogliente. Per questo
dare soldi alla ricerca è uno spreco di risorse.

Siamo in questa prigione, tutti ergastolani, colpevoli o innocenti non è la questione rilevante, ma
il fatto che lo abbiamo dimenticato lo è. Non cerchiamo la via di uscita con la dedizione che la
situazione richiederebbe. Siamo immersi in un sonno ipnotico, ed è per questo che la pubblicità
funziona. Anche su chi non acquista i prodotti per ripicca. Una reazione avversa è comunque stata
provocata.

Positioning

Stesso prodotto, effetti differenti.

La tecnica che fa funzionare la pubblicità si chiama POSITIONING, posizionamento. Significa che un
oggetto che non ha alcuna reale relazione viene posizionato su un differente oggetto che si vuole
che tu compri, utilizzando le sensazioni ed emozioni che il primo è in grado di stimolare e che
dalla tua mente vengono erroneamente attribuite al secondo, che per sua natura è incapace di farle
risvegliare in te.

Si tratta dell’applicazione del meccanismo dell’illusione, lo stesso che ci mantiene felici e
contenti nella prigione. Anche le parole vengono usate con lo stesso metodo. Se leggiamo la parola
“tette” pochi di noi avranno una reazione neutra, sia uomini che donne, dovuto a tutto ciò che a
questa parola è associato, di piacevole, spiacevole, o neutro. Se poi leggiamo “davvero un bel paio
di tette” saranno ancora meno coloro i quali non avranno alcuna reazione, il che comprende anche
quelli che reprimono le loro emozioni e diranno a se stessi. “a me non fa nessuna reazione”.

Tutte le sindromi inventate dalla psichiatria non sono altro che interpretazioni di questo
meccanismo modificato dalla fantasia del singolo psichiatra che ne ha dato il nome, dal complesso di
edipo alla sindrome del pene piccolo.

La parola “tette” può far venire alla mente un sacco di altre cose e mi diverto a farne una lista:
la mamma, poppare, grosse, piccole, a pera, a base larga, sode, mollicce, cadenti, belle, brutte,
senza tette, tettona, rammarrico (aveva davvero due belle tette….), l’invidia di chi ne è carente,
la soddisfazione di chi le possiede, il potere di chi le ha e le usa (guardare ma non toccare) come
fanno girare la testa quando ti passano a fianco facendoti interrompere il discorso, come fissano lo
sguardo, i fischi del buzzurro, i commenti fra amici, il reggiseno, senza reggiseno, scollatura,
come sobbalzano dolcemente quando una donna cammina veloce (spesso intenzionalmente) abbronzate,
dirompenti, ecc. La lista potrebbe continuare a lungo, ma questa basta per indicare cosa può
rievocare nelle menti una parola. Questo vale per moltissime parole e immagini e il sesso funziona
egregiamente a questo scopo perché è la sensazione più gradita dalla maggioranza.

L’accostamento di una bella donna di fianco a una inerte bottiglia di acqua minerale ne incrementa
l’acquisto. Le sensazioni che derivano fanno si che si acquisti l’acqua convinti di “acquistare” ciò
che la ragazza rappresenta. Una ulteriore illusione in un mondo illusorio. Ed è così che ci viene
venduto il mondo in cui crediamo di vivere.

Quella in cui ci troviamo è davvero una prigione molto grande. Le multinazionali della chimica,
della farmaceutica, delle derrate alimentari, del mondo della salute e della malattia, del denaro
usano l’illusione per venderci la loro merce e fanno capo ad individui che muovono i fili nel
teatrino del mondo, ma sono pur essi prigionieri della grande prigione in cui tutti i giochi, per
quanto allettanti e gratificanti servono solo a tenerci molto occupati in modo che non ci vengano in
mente strane idee balzane e che qualcuno possa scrivere cose assurde come questa. Ma non si può
annientare completamente un essere e, anche se dopo eoni, inesorabilmente le domande inerenti alla
nostra natura, prima timidamente, poi con maggiore insistenza e infine con veemenza appaiono nella
nostra mente.

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